seguimi tramite e-mail

domenica 29 settembre 2013

un altro anniversario: Don Milani

90 anni fa è nato Don Lorenzo Milani,
per me è stato una rivelazione giovanile, poi una spina da quando sono prof.
Come sempre cerco di raccogliere delle risorse per non dimenticare:
 
  • il suo motto:
 



  • un altro video, Flavio Insinna racconta don Milani
  • lunedì 2 settembre 2013

    sogni

    tutti abbiamo un sogno.... alcuni sogni sono migliori di altri.

    Quest'anno è il 50° anniversario di un sogno famoso, quello di Martin Luter King. Mi riprometto di creare un post con idee e risorse che ricordino quel 28 agosto di 50 anni fa.
    Intanto segnalo il link ad un progetto interessante, presentato sulle pagine web dell'Indire

    FondazioneAmiotti-Bando2013

    domenica 11 agosto 2013

    Clandestini

    Mi ritrovo con la casa rimessa a posto che però porta i segni dell'intrusione.
    Hanno sistemato e pulito tutto, c'è profumo di fresco ed è stato pure rifatto il letto e l'orologio ha già la batteria. 
    Giro per le stanze e affiorano le tracce, la prima, ingombrante, la finestra rotta aperta anche se chiusa e pochi pezzi di vetro. Poi la borsa a fiori, in un angolo del soggiorno con la chiusura rotta, dentro ci sono due paia di stivali da pioggia verdi e un maglione. La porto fuori, guardo ancora dentro con gli occhi profanatori, eppure sono le mie cose ad essere state profanate. Sul tavolo c'è un barattolo di gommina per i capelli che fa tenerezza, profuma in modo diverso e sulla confezione i caratteri sono diversi e illeggibili. 
    Quando penso che tutto ormai è finito e apro l'armadio, mi appaiono violenti nuovi brandelli di vite sconosciute. Appesi ci sono cappotti duri e pesanti come pietre, con la sciarpa poggiata alla gruccia, sembrano accoppiati a due a due. Una borsa con le immagini della Champion league, con i giocatori e il tifo disegnati e dentro ancora maglioni e sciarpe e due teli cerati verdi che forse hanno riparato dagli schizzi del mare. Una maglietta è azzurra, piccola, da ragazzo. Porto fuori i resti e li allineo uno dietro l'altro all'aria. Nel bagno c'è una bustina di sciampo di quelle che danno in albergo, la scritta è francese, è stata aperta e consumata solo per meta e ce n'è un'altra intera e integra. Butto quella aperta e metto da parte quella chiusa, per ricordo? Decido di conservarla. 
    Frugo nella borsa della Champion, panni panni e fogli di carta accartocciati sul fondo. Lascio stare o guardo? Guardo. Infilo le mani nella busta e tiro fuori un foglio fotocopiato come quelli che diamo ai nostri ragazzi a scuola. Quesiti domande di matematica e fisica, in francese. 
    Vedo il ragazzo davanti al mio specchio che si sistema i capelli con la gommina, che si infila gli stivali e la cerata verde prima di salire sulla barca e che nasconde i fogli della conoscenza nella busta di plastica per proteggerli dalle onde e dagli spruzzi. Di sera al buio sicuramente hanno forzato la finestra per entrare e hanno dormito nel mio letto, hanno cercato coperte e qualche spiccio ma non hanno rotto niente e non hanno portato via niente. Si sono avvolti nelle coperte leggere dell'estate e nei loro cappotti. Sono entrati e usciti dalle finestre difettose per la salsedine. 
    La normalità in quelle domande di fisica, il moto rettilineo è uniforme dovunque sulla faccia della terra, una tabella a doppia entrata, le leve... Ne ho aperto solo un paio di quei fogli accartocciati. Fatti a palla per la rabbia, per il dolore, la nostalgia, perchè le risposte non arrivano visto che la paura blocca il pensiero oppure perche arrivano troppo fluide, perchè è troppo facile il compito...
    Tutta la roba è fuori da casa mia. Allineata sulla terrazza e pronta per essere buttata via dopo aver attraversato il mare. 

    Padre e figlio? Fratelli? Erano in due o di piu? A sbarcare forse erano stati in sei, si sono divisi, sono restati insieme nella casa fredda dell'estate?
    La matematica è stata un salvagente a cui aggrapparsi per salvarsi dal naufragio? Quanto piu lontana la terraferma tanto piu i numeri hanno fatto da bussola per non dimenticare quello che si lasciava alle spalle equello che faceva parte del sogno. Le donne non ci sono? O forse era una ragazza coraggiosa, vestita con abiti senza sesso ad aver lasciato casa alla ricerca di un nuovo modo di essere? Capelli corti da maschio e stivali verdi contro la pioggia e gli schizzi delle onde. 
    Confronto quella vita a questa mia, abbarbicata alle certezze delle mie stanze ordinate, delle cose lasciate da un anno ad un altro, con qualche brandello di ricordi del passato, i giochi dei figli, le conchiglie, le pinne del mare. Penso alle noie di certe giornate, alle scelte difficilili (?), alle valutazioni, ai sì e ai no da dire e da contrattare. Lego queste vite appena sfiorate alla mia e mi sorprende il coraggio delle scelte di lasciare tutto e andare via, la fiducia che esiste un posto migliore verso cui tendere, la fede (o la disperazione) che ti fa vedere ogni cambiamento come migliore... E nella mano stretta chiusa a pugno quel foglio che racconta la voglia di sapere e di conoscere e quei numeri, calcoli, problemi che guidano il percorso. Dovrò ripagare e far riparare due finestre, come ogni volta quando c'è uno sbarco la mia casa involontariamente (?) accoglie. Buona fortuna.

    venerdì 21 giugno 2013

    Medialog: Carezze digitali

    Medialog: Carezze digitali: Ieri si è spento mio papà. Avrebbe compiuto i 79 anni il 20 maggio. Si è spento mentre gli tenevo la mano sopra la testa, come lui facev...

    venerdì 19 aprile 2013

    Sinfonie di scienza

    scienza, musica e inglese in questo interessante mix di risorse

    symphonyofscience


     Libri digitali e libri cartacei: un'integrazione possibile? un webinar di  scuolaiad
      La circolare ministeriale n. 18/2012 afferma che "i libri di testo per l'anno scolastico 2012/2013 devono essere redatti in forma mista, ovvero devono essere interamente scaricabili da internet". Tale circolare riprende integralmente quella del 2009, che, a sua volta, fa riferimento: all'articolo 15 della finanziaria 2008, che introduce i testi digitali; al decreto attuativo della Legge Stanca, che definisce i criteri di accessibilità. Cosa significa forma mista e cosa significa libro digitale accessibile? Quali sono le risposte degli editori scolastici italiani: ambienti di apprendimento condiviso e collaborativo? App per tablet? PDF? EPUB?

    Lepida SCUOLA

    è un progetto vecchio, quindi ormai "tradizionale", perchè si ha sempre paura??? in questo caso il docente perde il suo predominio di "docenza"... INTRECCIARE l'APPROCCIO DIDATTICO
    questo è il SITO del PROGETTO

    poster/riassunto dell'uso del tablet in classe

    martedì 2 aprile 2013

    fare scuola con le tecnologie


    MULTI - MEDIA from Raffaella Traniello on Vimeo.

    la presentazione di questo interessantissimo video recita:
    Quando il tablet entra in una scuola come uno dei tanti strumenti possibili, la "didattica del fare" stimola i cervelli senza alcuna mitizzazione della tecnologia.
    ... da qui una domanda: per quale motivo bisogna sempre giustificarsi per l'uso delle tecnologie nell'insegnamento? perchè bisogna sempre dimostrare che le tecnologie vengono utilizzate in modo integrato con gli altri strumenti quasi fossero strumenti pericolosi? 

    ...poi una riflessione: una metodologia di questo tipo, se applicata SEMPRE (come sarebbe auspicabile), pone necessariamente il problema del tempo e di conseguenza della riduzione dei contenuti. 
    Un'esperienza così ricca di linguaggi diversi e così integrata come quella presentata dal video mostra come, se è stato possibile studiare in modo così dettagliato la vita nel giardino della scuola, ciò probabilmente non avverrà nello stesso modo con la vita della pozza marina o dello stagno (se non altro per non averli a disposizione con la stessa facilità). Progettare un lavoro, guardare con occhi attenti un semplice pezzo di terra, cioè studiarlo partendo dall'esperienza diretta,  "insegna" un metodo di lavoro ma riduce notevolmente i contenuti, con buona pace di chi invece insegue o è costretto (penso ai colleghi delle Secondarie soprattutto di secondo grado) a "terminare il programma": metodo vs contenuti. 

    Un altro motivo per cui questo video è molto interessante è il fatto che, al di là dello strumento IPad e LIM, propone un'attività  vecchia (con questo non voglio assolutamente ridurne la valenza didattica, anzi sottolinearne la riproducibilità e la validità). Un'esperienza simile è fattibile in contesti anche molto diversi:  penso per esempio alle attività condotte nella Scuola Media di Patrica negli anni '90 con la creazione e gestione di un museo naturalistico e di un orto botanico (ma penso che chiunque possa ripensare ad attività simili svolte in passato o nel presente).  Non era ancora possibile utilizzare strumenti tecnologicamente avanzati a parte un uso molto arcaico di qualche primo computer e di una rete Internet praticamente inesistente. Però l'esperienza funzionava lo stesso, utilizzando strumenti vecchi,  un  video proiettore, diapositive, registratore e molta carta. 

    Qual è allora il valore aggiunto della della tecnologia? Un valore semplice: offrire strumenti rapidi, veloci e soprattutto integrati, linguaggi multipli in una mano. L'innovazione tecnologica da sola non basta per fare una scuola nuova. 
    L'innovazione tecnologica dà voce, occhi e mani all'idea.
    ...poi,  se non si ha a disposizione un IPad per ogni bambino, si può sempre ricorrere ad una macchinetta fotografica, un vecchio PC, addirittura un registratore... è un po' più complicato ma si può fare.  

    lunedì 1 aprile 2013

    Spazio e scuola


    pubblico il LINK alle mie riflessioni sullo spazio a scuola; pubblico anche il video (un po'in ritardo, è vero) relativo all'esperienza dell'ABCD di Genova

    mercoledì 13 marzo 2013

    nuovi "libri" di testo

    Alberto Pian propone un  nuovo oggetto-libro di testo per i nuovi tempi della rete... è un po' quello che mi capita di fare quando propongo le attività di studio-ricerca...
    Deco vedere il prototipo e pensarci un po'.
     mi piace sicuramente l'idea della COSTRUZIONE del sapere



    1.2. Il libro di testo allo studente from Alberto Pian on Vimeo.

    ancora sullo scrivere

    ecco una bella idea tutta da copiare:
    Reportage fotografico  a parole
    http://vibrisse.wordpress.com/

    lo posto qui per non dimenticare

    lunedì 4 marzo 2013

    scrivere

    ecco il testo di un articolo pubblicato sul sito della mia scuola


    La scrittura è una molletta da bucato con cui appendere i giorni per non farli volare via.
    La metafora della molletta da bucato rimanda certamente ad un aspetto della scrittura che è diffuso nella scuola. Scrivere diari, lettere, autobiografie per non disperdere la memoria dei giorni. È grazie a questo tipo di scrittura documentaristica che si possono ricostruire periodi storici, pensieri, biografie. Nell'era del digitale si sono delineate due posizioni riguardo la scrittura: ci sono gli apocalittici che annunciano la fine della produzione scritta, perchè la legano alla manualità del tracciare segni sul supporto cartaceo, alla personalizzazione della grafia, specchio della personalità; ci sono i realisti che, come una nostra alunna di terza ha sapientemente registrato1notano come la società connessa e in rete abbia moltiplicato a dismisura le occasioni e le possibilità/necessità di scrittura.
    Scrivere ai tempi della rete ha perso sicuramente quell'aura del "si scrive solo per la scuola, poco poi nella vita". Si scrive tanto, in modo diverso certamente, ma si produce tanto testo e soprattutto tanto testo significativo perchè finalizzato alla comunicazione. Scrivendo si impara a scrivere.
    SOLO scrivendo si impara a scrivere. Tutti i docenti, di qualsiasi disciplina, sono chiamati a condividere l'avventura della scrittura, a offrire spunti per comunicare attraverso la parola scritta, accompagnata ad altre forme di testo: immagini, video, suoni ...
    Scrivere al tempo della rete rompe gli argini della scrittura tout court per inventare nuove significazioni; un esempio per tutti: la scrittura di testi editorialmente curati permette una riflessione e manipolazione delle conoscenze che era difficile in passato. Un docente può con i suoi ragazzi costruire, montare, smontare paragrafi, evidenziare testi, cambiare e rendere significative le formattazioni...
    La scrittura allora è una molletta da bucato per mettere ordine nella conoscenza, rendere EVIDENTE il percorso di ricerca e di lettura, mostrare un'interpretazione.
    Eppure anche la scrittura 'creativa' (anche se questo termine è diventato un po' troppo inflazionato e quindi vuoto) ha riacquistato un posto dignitoso con la presenza delle rete. La possibilità di usare siti, blog, pubblicazioni virtuali ... ha consegnato alla scrittura scolastica un pubblico 'adulto', vero, altro rispetto alla palestra didattica e, quindi, ha rafforzato naturalmente la motivazione alla narrazione. Ha permesso a tutti di trovarsi in un vortice di proposte, di idee, di percorsi che, seppure fanno correre il rischio della dispersione, stimolano alla produzione e alla ricerca.

    ...​Però, riflettendo bene sono cambiati i mezzi ma non la scrittura.
    Mia madre scriveva a mano con una grafia curata e personalizzata, io in fondo faccio la stessa cosa: scelgo il mio stile di scrittura, scelgo le "emotions" da inserire e poi scrivo, ma invece di usare la penna, uso la tastiera del computer o del cellulare.
    La scrittura è sempre l'unico modo per manifestare noi stessi agli altri, per lasciare un segno, anche piccolo dei nostri giorni di vita.
    Anzi, per assurdo, oggi con tutti i mezzi tecnologici siamo più legati alla scrittura che prima.
    Fino a quando si usava la penna ad inchiostro, la scrittura serviva per gli atti pubblici, per i documenti, per i testi ed i libri in genere.
    Oggi anche chi odia la penna, scrive, perché usa la tastiera. I ragazzi si parlano attraverso messaggi sia al computer che al telefono, quindi scrivono, si tengono conversazioni tra più persone tramite i social network, ma sempre per iscritto.
    Quindi, oggi più che nel passato siamo tutti appesi alla scrittura, ne siamo dipendenti, ne siamo quasi schiavi.
    Si lavora al computer e il lavoro è fatto di pagine scritte, ma non si scrivono da sole, sono sempre scritte dall'uomo.
    Si parla tramite computer, ma le mail sono pagine scritte. Le antiche lettere scritte dall'amica lontana che ancora oggi mia madre conserva in una scatola, come delicati ricordi della sua infanzia, oggi sono sostituiti da mail ricche di "emotions" cioè dei simboli che rappresentano emozioni ed espressioni, ma non sono poi tanto diverse. @lia

    mercoledì 16 gennaio 2013

    LIM orientamento

    Tante LIM, tante marche e la difficoltà di memorizzare nomi di programmi e loghi..
    ecco allora uno strumento semplice per orientarsi un po'

    tabella LIM

    giovedì 10 gennaio 2013

    A parlare di scuola...


    E' stato pubblicato in formato digitale e gratuito un lavoro del Prof. Roberto Maragliano dell'Università RomaTre . 

    maragliano
    1. Interessante il discorso sul concetto ormai vecchio (? o è sempre stato così?) di "disciplina" legato all'uso del manuale, della lezione frontale che prevede che gli studenti siano divisi in classi omogenee per età ed in ogni classe vi siano file di banchi di fronte alla cattedra (modello che era messo in discussione già a fine '800).
    2. Interessante la parte finale del testo sul rapporto tra docenti ed alunni al tempo dei socialnetwork.
      Per il prof. Maragliano il cambiamento passa attraverso un diverso rapporto con i nuovi media. Gli insegnanti devono tendere ad "acquisire una piena cittadinanza dentro i territori prodotti e segnati dalle infrastrutture del digitale e della rete" e immaginare una riscrittura delle conoscenze «che nell'articolazione reticolare e multimediale e a-disciplinare dei saperi proposti mostrino coerenza con la natura di tali territori».
      Così come è stato descritto nelle attività di documentazione del progetto Cl@sse2.0, almeno nelle fasi iniziali, ciò crea disagio per gli stessi allievi; infatti, la routine tradizionale della scuola: lezione-studio-interrogazione, risulta la via più "normale" e comoda per ottenere un buon voto.
      Mi piace il giudizio sul cambiamento che evita lo schieramento tra "tecnologi" e "non tecnologi", sottolineando che il cambiamento è in atto e bisogna impegnarsi a comprendere il contesto in cui viviamo, pena l'esserne sopraffatti o tirati fuori. Per chi volesse leggere il testo di R. MaraglianoImmobile scuola. Alcune osservazioni per una discussione ecco uno dei link per scaricarlo

    volontari o cittadini?

    Ho letto qualche giorno fa questo articolo e mi sono riconosciuta pienamente nei dubbi della mamma e dei papà citati dall'autore: 
    il dilemma tra sopperire in qualche modo alle mancanze e perseguire l'efficienza del servizio pubbico, anche ricorrendo a pratiche "nuove" (sponsorizzazioni, donazioni, volontariato, ... ...) oppure pretendere che questo servizio sia disponibile e funzionante perchè sottintende un diritto. 
    Anche noi docenti, genitori e alunni, siamo sempre più divisi tra questo doppio sentire: l'orgoglio di fare qualcosa e la rabbia di dover fare qualcosa. Discuterne fa sicuramente bene.