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sabato 4 agosto 2012

Letture estive: Il silenzio dell'onda

Carofiglio mi accompagna in questi ultimi anni e ogni volta c'è qualcosa che mi parla e che mi risponde (se ovviamente si può parlare di risposte)

Cosa mi piace di questo libro.

Mi piace il legame tra sogno e realtà, il filo sottile che a volte cuce la doppia vita che abbiamo, quella visibile con quella invisibile. a volte sembra che brandelli di sogno conficchino i loro artigli nel giorno e se sono artigli teneri la giornata prende una piega morbida o a volte addirittura eroica; altre volte resta il sapore di non concluso, di sospeso nello spazio o di paura, che è lo stesso.

Mi piace l'intreccio tra i giovani che siamo stati e il nostro presente da adulto, quel continuo andare avanti e indietro nel tempo e negli spazi. Mi piace parlare di cos'è essere padre, madre, genitore.

Mi piace l'amore, il primo amore così forte e sconvolgente da far diventare tanto potenti da cambiare la realtà e decidere che il bene di una persona può voler dire perderla forse per sempre.

Mi piace questo parlare della giustizia dal di dentro, senza buonismo e preconcetti. I buoni e i cattivi che si mischiano e si fondono e hanno confini molto dolorosi.

Mi piace che ci sia un cane, che sa Leggere il pensiero, perchè è l'animale che è in ciascuno di noi, il totem che non ci abbandona.

Mi piace lo psichiatra che rompe le regole e parla di sé, smette i panni al di là della scrivania, scambia il ruolo, alla pari (ancora una volta confini che si sfumano).
Mi piace la follia della vita "normale", quella con cui si può continuare a vivere, che lascia aperta una porta e non ti inghiotte per sempre.

Mi piace il mare che sfida e ti permette di cavalcare l'onda.

Mi piace perchè è un libro consolatorio e ne ho bisogno, dice che il senso di colpa si può surfare, che un amore è possibile, che un figlio fa soffrire, che ai ragazzi si deve parlare alla pari, che bisogna fare i conti con i propri fantasmi, che camminare nella città libera il pensiero...

Mi piace la prima persona per la voce narrante del ragazzo e la terza per il protagonista... Anche stavolta i confini tra voci e personaggi sono solo una linea fragile. E mi piace che la scrittura appartenga proprio al più giovane, e che la lettura sia della donna e la sua assenza dell'uomo. Mi piace che la protagonista si chiami Emma (e non solo perchè così avrei forse chiamato la mia terza figlia)

Citazioni, stranamente tutte dalla fine... Un po' ovvie forse, un po' retoriche (ma sostengo che la retorica a piccole dosi ogni tanto non fa male).

"l'idea di entrare in classe tutti i giorni e non vederla mi fa traboccare il cuore di tristezza. Questa della tristezza che trabocca è una frase che ho sentito in una canzone e non trovo un modo migliore per dire come mi sento." questa perchè sono una prof e penso che bisogna imparare anche copiando e prendendo in prestito le parole degli altri, quando non ne troviamo di nostre.

" un conto è aspettare l'onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva.appunto" questa perchè va bene per me ma la vorrei regalare ai miei figli soprattutto a chi in questo momento ha paura di alzarsi sulla tavola, forse per non cadere...

"l'immagine delle paperelle intrepide e sorridenti sulla cresta di onde gigantesche nell'oceano in tempesta gli mise un'assurda e incredibile e invincibile allegria." papere di gomma naufragate che permettono agli scienziati di conoscere i segreti delle correnti marine, papere giocattolo che superano l'oceano... I misteri della casualità.

"e il perdono- anche quello più difficile, che chiediamo a noi stessi" questa è ovvi(ssima) ma ogni tanto va bene vederla nero su bianco.